A quanto pare questo è proprio il periodo dei cambiamenti e delle proposte.
La Categoria dei Consulenti del Lavoro è in piena metamorfosi. Dal titolo professionale alla conquista di nuove competenze, dal ruolo di vecchio ragioniere “addetto alle paghe” a quello di professionista per la Società e per le Riforme. Più o meno è questo il titolo della sesta edizione del Congresso nazionale dei Consulenti del Lavoro che si terrà a Roma dal 29 novembre al 1 dicembre di quest’anno.
Il CNO ha annunciato sul portale web un premio per i giovani Consulenti del Lavoro che vogliono partecipare alla riforma del sistema Paese. Una bella occasione per quanti vogliono esprimere il proprio punto di vista. Peraltro non si tratta solo di contribuire all’arricchimento progettuale della professione (o anche del sistema Paese), ma di un vero e proprio concorso, con premi in palio di tutto rispetto.
L’unica nota per me negativa è il limite posto all’oggetto del concorso. Perché non dare la possibilità di esprimersi su più punti critici? Credo che siano molti i colleghi (i giovani fino a 35 anni, i vecchi di 36 possono tacere) in grado di fornire materiale fresco, nuove idee sulle quali poter lavorare per la crescita e per l’ammodernamento professionale. Restringere il campo agli “ammortizzatori sociali” è un po’ come soffocare buona parte della Categoria, in un momento nel quale i problemi sono davvero numerosi e tutti hanno voglia di dire come la pensano.
La Categoria dei Consulenti del Lavoro è in piena metamorfosi. Dal titolo professionale alla conquista di nuove competenze, dal ruolo di vecchio ragioniere “addetto alle paghe” a quello di professionista per la Società e per le Riforme. Più o meno è questo il titolo della sesta edizione del Congresso nazionale dei Consulenti del Lavoro che si terrà a Roma dal 29 novembre al 1 dicembre di quest’anno.
Il CNO ha annunciato sul portale web un premio per i giovani Consulenti del Lavoro che vogliono partecipare alla riforma del sistema Paese. Una bella occasione per quanti vogliono esprimere il proprio punto di vista. Peraltro non si tratta solo di contribuire all’arricchimento progettuale della professione (o anche del sistema Paese), ma di un vero e proprio concorso, con premi in palio di tutto rispetto.
L’unica nota per me negativa è il limite posto all’oggetto del concorso. Perché non dare la possibilità di esprimersi su più punti critici? Credo che siano molti i colleghi (i giovani fino a 35 anni, i vecchi di 36 possono tacere) in grado di fornire materiale fresco, nuove idee sulle quali poter lavorare per la crescita e per l’ammodernamento professionale. Restringere il campo agli “ammortizzatori sociali” è un po’ come soffocare buona parte della Categoria, in un momento nel quale i problemi sono davvero numerosi e tutti hanno voglia di dire come la pensano.
Riconosco comunque il merito di un’iniziativa lodevole. Brava Marina Calderone!

1 commento:
Infatti, non condivido il limite di età, fornire "materiale fresco" ovvero "nuove idee" non significa debba provenire necessariamente dai giovani,anzi. Proporrei di togliere tale limite.
Saluti
Posta un commento