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Sta per essere ultimato

L'ebook che svela i segreti del successo economico e professionale dei più grandi cosulenti del mondo

giovedì 6 settembre 2007

DA CONSULENTE A DOTTORE - LA PERSUASIONE SOCIALE DEL TITOLO PROFESSIONALE


Cari colleghi, come promesso, ecco a voi l'ebook

Da Consulente a Dottore
La persuasione sociale del titolo professionale

E' un file PDF che potete scaricare gratuitamente sul vostro PC.

Spero che le mie considerazioni possano stimolare una discussione più ampia e profonda sul tema del titolo professionale.

Per il download

CLICCA QUI

mercoledì 5 settembre 2007

RIPRENDIAMO DAL TITOLO PROFESSIONALE

Ciao a tutti e ben tornati.
Non è mai facile rimettersi al lavoro dopo le ferie, anche se quest'anno, almeno per quanto mi riguarda, non vedevo l'ora che finisse l'estate. Non se ne poteva più per il caldo!
Bene!
Devo dire che io ho continuato a lavorare sulla proposta di Franx, ovvero, cambiare il titolo professionale da Consulente a Dottore del Lavoro.
Credo sia veramente una buona proposta, non solo perché adegua professione e titolo di studio, ma anche perché ha una forza comunicativa straordinaria, che altri epiteti, per quanto ben studiati, non possono avere.
I motivi sono tanti, ed io ho provato ad averne una cognizione più tecnica, approfondendo il tutto da un punto di vista psico-sociologico. In altre parole, ho cercato di capire, al di là del fatto che mi suonava bene, quante possibilità avesse questa proposta di far penetrare il titolo professionale nel linguaggio parlato delle gente. Non solo, ma anche quante possibilità avesse di accrescere in un colpo solo il prestigio della Categoria.
Ha tratto le mie conclusioni in un piccolo ebook dal titolo "Da Consulente a Dottore - La persuasione sociale del titolo professionale".
Nella giornata di domani sarà possibile scaricarlo gratuitamente da questo blog. Il tempo di fare l'upload su una delle mie pagine web. Dopodiché potrete leggerlo e commentarlo. Si tratta di una proposta, avanzata dalla collega Franx (prima o poi conoscerò il suo vero nome), che auspico possa far nascere un dibattito serio e molto più esteso di come lo è stato fino ad oggi.
A presto

giovedì 9 agosto 2007

A SETTEMBRE LA GUIDA AL SUCCESSO ECONOMICO E PROFESSIONALE DEL CONSULENTE DEL LAVORO

Cari amici, colleghi e visitatori, oramai le ferie sono giunte credo per tutti.
Ed anche per me! Nonostante il mio portatile mi accompagna sempre.

A settembre finalmente pubblicherò la mia guida al successo economico e professionale del Consulente del Lavoro. In queste ultime settimane ho avuto la fortuna di trarre nuovi interessantissimi spunti che ho voluto integrare al lavoro già fatto.

Vi auguro buone ferie. Che possano rigenerare il vostro entusiasmo e la vostra intraprendenza professionale.

Ciao a tutti.

Carlo

venerdì 3 agosto 2007

UN PREMIO PER STUDIARE MEGLIO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI: A CHE SERVE?

Da qualche giorno è comparso sul portale nazionale del CNO la notizia "UN PREMIO PER I GIOVANI DAL 6° CONGRESSO DI CATEGORIA". Premetto che l'iniziativa in sé è meritevole di apprezzamento. Il luogo, l'evento, sono scelte che valorizzano oltremodo il tentativo di coinvolgere la base dei colleghi in un percorso di ricerca e di studi. Anche i premi non sono malvagi, laddove questi potessero giammai agevolare la partecipazione di autorevoli colleghi. Qualche perplessità però l'ho avuta. E vi spiego perché.
Il concorso ha ad oggetto un elaborato di analisi sul tema degli ammortizzatori sociali (per ulteriori dettagli, si veda il bando su www.consulentidellavoro.it ). Possono partecipare i giovani fino a 35 anni. Ecco ... già su questo punto non sono molto daccordo. Perché escludere una buona fetta di preziosa intelligenza che per una strana misurazione del tempo viene considerata non più giovane? E quantunque senile - se così la vogliamo mettere - un contributo che sappia essere autorevole e di spessore non può aiutare a raggiungere gli scopi scientifici del concorso? Scopi che peraltro vanno chiariti. Serve una proposta sugli ammortizzatori sociali? E a chi?
Se lo scopo era quello di "coinvolgere" i giovani non sarebbe forse stato meglio premiare la migliore proposta su "Come sviluppare un piano di solidarietà all'interno della Categoria"? Molti colleghi soffrono momenti di vera ed autentica difficoltà. E questo succede per i motivi più vari. Alcuni pagano il prezzo del noviziato, ad esempio. E non sono pochi quelli che hanno seguito un percorso di laurea, poi il praticantato, l'esame abilitante, credendo di avere raggiunto un traguardo, per poi ritrovarsi senza lavoro. Altri invece (non necessariamente giovani) sono vittime degli eventi imprevisti ed imprevedibili della vita. E' brutto solo pensarlo - e chi ne parla ha tre figli - ma ho conosciuto colleghi che hanno subito la più immane delle tragedie, la perdita di un figlio. Ed ho assistito al declino della propria vita e delle proprie attività. Li ho visti faticare per risollevarsi. Li ho visti sottoporsi ad indegne mortificazioni, pur di uscire dal fuoco dell'inferno in cui erano caduti. E non tutti hanno la forza di farlo, purtroppo.
Allora, qual'è lo scopo di un elaborato scientifico sugli ammortizzatori sociali ... torno a chiederlo. Vogliamo stendere una proposta di legge? Va bene anche così, ma perché solo i giovani dovrebbero farlo?
Carlo D'Angiò - 34 anni

mercoledì 1 agosto 2007

I CONSULENTI DEL LAVORO IN PIENA METAMORFOSI

A quanto pare questo è proprio il periodo dei cambiamenti e delle proposte.
La Categoria dei Consulenti del Lavoro è in piena metamorfosi. Dal titolo professionale alla conquista di nuove competenze, dal ruolo di vecchio ragioniere “addetto alle paghe” a quello di professionista per la Società e per le Riforme. Più o meno è questo il titolo della sesta edizione del Congresso nazionale dei Consulenti del Lavoro che si terrà a Roma dal 29 novembre al 1 dicembre di quest’anno.

Il CNO ha annunciato sul portale web un premio per i giovani Consulenti del Lavoro che vogliono partecipare alla riforma del sistema Paese. Una bella occasione per quanti vogliono esprimere il proprio punto di vista. Peraltro non si tratta solo di contribuire all’arricchimento progettuale della professione (o anche del sistema Paese), ma di un vero e proprio concorso, con premi in palio di tutto rispetto.

L’unica nota per me negativa è il limite posto all’oggetto del concorso. Perché non dare la possibilità di esprimersi su più punti critici? Credo che siano molti i colleghi (i giovani fino a 35 anni, i vecchi di 36 possono tacere) in grado di fornire materiale fresco, nuove idee sulle quali poter lavorare per la crescita e per l’ammodernamento professionale. Restringere il campo agli “ammortizzatori sociali” è un po’ come soffocare buona parte della Categoria, in un momento nel quale i problemi sono davvero numerosi e tutti hanno voglia di dire come la pensano.

Riconosco comunque il merito di un’iniziativa lodevole. Brava Marina Calderone!

martedì 31 luglio 2007

"DOTTORI DEL LAVORO": UN EPITETO CHE STA BENE ALLA DIRIGENZA

Sono contento di apprendere che i colleghi della dirigenza nazionale hanno pensato allo stesso epiteto che abbiamo suggerito in questo blog. Vi pubblico integralmente un'email dell'amico Claudio Buono.
Caro Carlo ho letto con molto interesse la E-MAIL che mi hai gentilmente trasmesso, mi permetto di intervenire sull'argomento, per rappresentarti quanto segue.
Come tu ben sai chi scrive è componente della Commissione Giustizia del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro. All'indomani della tanto attesa modifica della legge 12/79 di recente emanazione, grazie anche al lavoro che mi ha visto personalmente impegnato con i colleghi della commissione che si è più volte riunita congiuntamente ai colleghi della commissione rapporti con i parlamentari, si è finalmente riusciti a vedere la traduzione in legge dello stato delle tanto attese aspettative della categoria per innalzare il titolo di studio per l'accesso alla professione.
Così è emersa la proposta "non ancora formalizzata ufficialmente" di cambiare il titolo da "CONSULENTE DEL LAVORO in DOTTORE DEL LAVORO" per quello che è nelle mie possibilità ed alla luce del dibattito che si è avuto in provincia, mi impegno con tutte le mie forze affinché le aspettative dei Colleghi Casertani vedano accolte.
Sono d’accordo con te , infine, che il titolo debba essere esteso anche ai colleghi regolarmente iscritti non laureati perché il titolo descrive la professione e non il professionista.
Con affetto
Claudio Buono

giovedì 26 luglio 2007

DOTTORI DEL LAVORO

Da una precedente discussione avutasi in questo blog a proposito del naming, è nata l’idea di cambiare l’epiteto professionale da “Consulente del Lavoro” a “Dottore del Lavoro”. La proposta – che a me piace molto - è stata avanzata da una frequentatrice del blog, laureata.
Questo pone un problema di identificazione per tutti quelli che non hanno conseguito l’ambito titolo di dottore.
A mio avviso, tenuto conto che entro una certa data si potrà accedere alla professione solo col titolo di laurea, e tenuto conto altresì che l’epiteto descrive e misura una professione e non il professionista, il naming suggerito di “Dottore del lavoro” potrebbe sostituire, sic et simpliciter per tutti, quello di Consulente del lavoro. Tu cosa ne pensi? Ti piace il titolo di “Dottore del lavoro”?Puoi rispondere al sondaggio che trovi al lato e/o lasciare un tuo commento su questo articolo.